Quando Giovanna Lysy mi ha chiesto di occuparmi della promozione di U TURN 2010 attraverso la rete, ho subito risposto con entusiasmo. Come suggerisce il nome stesso U TURN vuole essere un punto di svolta, un momento di rottura, un'occasione per un'inversione di rotta. Se è vero che che dopo questa crisi nulla sarà più come prima, allora è altrettanto vero che proprio questa crisi ha rivoluzionato il mondo della comunicazione accelerando l'evoluzione dei nuovi media: la crescita esponenziale dei social network e delle community on-line, e la corrispondente, per altro drammatica, caduta dei media tradizionali, stanno investendo la società contemporanea condizionandone molti aspetti, tra questi anche l'estetica.
Come scrive Lev Manovich in un suo recente saggio dal titolo “Software Culture” è proprio il software che oggi è diventato un motore della cultura contemporanea. Basti pensare a come l'uso delle tecniche CAD influenzi gli architetti nella progettazione dei loro edifici, a come certi software per l'elaborazione delle immagini abbiano rivoluzionato il mondo della fotografia e della moda nel passaggio dall'analogico al digitale, a come i gadget tecnologici hanno ormai una valenza estetica che va ben oltre la loro stessa funzione. Monovich arriva a preconizzare che il futuro di tutte le arti è quello di un continuo processo di contaminazione e ibridazione, grazie alle infinite possibilità offerte oggi dalle tecnologie digitali.
Quindi abbiamo pensato di usare proprio il brusio stesso della rete come mezzo principale di diffusione per questo evento: quell'on-line buzz quotidiano, quel tam-tam contemporaneo che oggi ci accompagna in questo nuovo mondo della comunicazione e che fa di ognuno di noi un nodo di questo network globale.
Giovanni Bigazzi
giovedì 6 maggio 2010
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