UTURN è per me un momento di condivisione, un riflesso del momento che stiamo vivendo, che ci costringe a vedere ogni prospettiva scontrarsi con una realtà sconosciuta, a tratti impenetrabile. Le mete da raggiungere richiedono percorsi più lunghi, tortuosi, e siamo in balia di un fiume che si perde in mille rivoli: non riusciamo a capire il suo corso, non sappiamo dove ci porterà.
Sappiamo però di essere di fronte ad un mutamento radicale: la nostra consapevolezza ci spinge ad una reazione: il nostro punto di svolta – ma anche il nostro punto di forza – è l’affidarsi alla nostra forza creativa, a ciò che di insopprimibile esiste nel nostro spirito. Da storico dell’arte, aderisco con entusiasmo ad un progetto dove la creatività di diversi artisti non si sperde in particelle di stile ma si sublima in un tutto, nell’esplosione di un sentimento condiviso, che allarga le frontiere verso una coscienza che vuole abbracciare l’essenza, il mistero della vita contemporanea.
La passione e l’energia vitale delle sculture di Giovanna Lysy si alternano alle visioni pervase di erotismo ed ambiguità di Alessandro Gaggio, fermate nel tempo dallo scatto fotografico di Francesca Lotti; intorno è La Foce con la sua storia, la sua energia: nel contrasto fra la sontuosità e l’asprezza delle sue bellezze si allestirà un teatro di vita creativa di grande intensità espressiva, segno di forze vitali che, anche sotto la volta oscura del momento che viviamo, non arrestano il proprio moto. Questa fede tenace è per me la sostanza di UTURN.
martedì 22 giugno 2010
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