Da La Foce e dalla Val d’Orcia il lavoro di Giovanna Lysy trae la propria linfa vitale: nasce dall’intima ed enigmatica fecondità di questa terra che si innesta vigorosamente nel profondo della sua creatività. I materiali - travertino, ferro, vetro - scaturiscono da memorie antiche: “ricordo ancora il calore del travertino dopo il tramonto sotto i miei piedi nudi – dice Giovanna in un’intervista ad Elisa Gradi; ricordo il ferro come simbolo di forza e del lavoro dell’uomo sulla terra”. Le parti di materiale utilizzato trovano lentamente il loro equilibrio, come per forza di una calamita, che attira a sé le varie parti. Tutte le sculture di Giovanna si formano intorno ad un elemento principale, gradualmente, per forza di stratificazioni: non partono mai da un progetto statico ed inalterabile. Ed è la luce il fattore finale e decisivo, che definisce caratteristiche e struttura dello spazio scultoreo, ne sviluppa il potenziale espressivo, e conferisce significato a tutto quanto si sottopone al suo raggio.
The spirit of Giovanna Lysy’s work comes straight from the rich texture of her home, La Foce, and this extraordinary valley that becomes the root of her creative vigour. Travertine, iron, glass – these are the materials she uses – spring from ancient memories of childhood. “I still remember the heat of the travertine paths on the soles of my feet” says Giovanna in an interview given to Elisa Gradi. “Iron was the true symbol of strength, of man’s untiring work on this harsh soil”. All the materials slowly find their own composite equilibrium, as if drawn by a magnet that attracts each and all. Giovanna’s sculptures are inspired initially by one principal element, gradually coming together in stratified forms: they never derive from a static or predefined project. But light is the final and defining factor that characterizes each sculpture and its spatial effect, developing its expressive potential and giving significance to all the materials that come within its rays.
giovedì 8 luglio 2010
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